Il lato "hard" del miglioramento


In genere, e ormai da moti anni, quando si affronta il miglioramento dei processi aziendali, ci si affida a 2 modelli o approcci di riferimento: il modello lean enterprise e l’approccio 6σ. Negli ultimi anni in particolare, queste best practices sono state rivisitate, integrate, talvolta stravolte, perdendone in certi casi la loro essenza.

Pensando ad esempio al modello lean, in molte aziende si sono confusi i principi del modello con i suoi strumenti, attivando campagne SMED o 5S senza raggiungere alcun risultato.

Oggi, ancora più di ieri, è quindi importante tornare alle originie per farlo occorre tornare in Giappone e, più precisamente, in Toyota, là dove il modello lean è nato.

Il miglioramento aziendale e le tre aree di attacco

Il miglioramento dei processi aziendaliè riconducibile a 3 diverse aree di attacco. In Toyota si chiamano muda, mura e murie rispettivamente significano spreco, variabilità e irragionevolezza.

Muda significa spreco

È sprecotutto ciò che in un processo non aggiunge valore aggiunto al cliente finale. Alcuni di questi sprechi sono intuitivi (quale cliente è disposto a comprare un prodotto difettoso?), altri invece sono più difficili da comprendereperché la cultura ‘dominante’nelle aziende non li considera tali (per esempio le scorte di materiali tra le diverse fasi di un processo produttivo). La prima domanda che ci si deve porre quindi è: ciò che accade nel processo rappresenta o meno un valore aggiunto per i miei clienti?

Mura vuol dire variabilità

La variabilità, la mura, di un processoè tutto ciò che accade e che non è possibile vedere (come gli sprechi) ma che ancora una volta non aggiunge valore al cliente. Se pensiamo, per esempio, allo spreco ‘prodotti difettosi’, ciò che subito vediamo è lo scarto o le seconde lavorazioni che vengono generate dal processo produttivo; esistono in realtà molti altri effetti meno visibili e più difficili da quantificare, che spesso sono più rilevanti in termini di costi per l’azienda (lunghi tempi di attraversamento, ritardi nelle consegne, perdite di clienti). La variabilità del processo produttivosi contrappone quindi al concetto di standard. La seconda domanda è pertanto questa:qual è il livello di standardizzazione dei processi e delle attività aziendali?

Muri rappresentano l’irragionevolezza

L’irragionevolezzaindica invece tutti i comportamenti radicati nell’approccio di gestione delle attività che si contrappongono alle logiche ed ai principi che permettono di eliminare gli sprechie di ridurre la variabilità dei processi. La terza domanda è quindi la seguente: la cultura ed il modello di leadership attuale favoriscono comportamenti diffusi orientati al miglioramento continuo?

Costruire una cultura diffusarivolta al miglioramento è la missione più difficileda realizzare per cambiare i processi e renderli più efficienti ed efficaci.

MUDA, MURA, MURI!!!’sembra un grido di battaglia giapponese, in realtà sono i 3 ‘mali’ che occorre combattere ogni giorno per migliorare la propria azienda!

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