Il lato "soft" del miglioramento


Le competenze ‘soft’ sono spesso confuse con un atteggiamento generico, benevolo ed “empatico” nei confronti del personale aziendale. In realtà sono competenze ben chiare e spesso assenti in azienda, che afferiscono a temi fondamentali per il funzionamento aziendale, quali la comunicazione efficace, il commitment espresso, il coinvolgimento delle personeed in generale la leadership.

Ma dirò ancor di più! Queste competenze, anche se presenti in azienda, a nulla servono se chi le esercita non ha un preciso mindset ed atteggiamentonei confronti delle persone.

Per poter utilizzare al meglio queste competenze è infatti fondamentale credere intimamente nella centralità dell’essere umano e quindi delle persone in azienda come principale e fondamentale forza propulsiva per il miglioramento: significa cambiare modo di pensare e convincersi che il miglioramento vero e continuo cosi come l’eccellenza operativa deve e può avvenire soltanto grazie alla crescita e quindi al benessere dell’organizzazione.


Il manager deve essere un coach

Un manager con questo mindset sa che ogni persona in azienda nasconde un potenzialeche aspetta di essere espresso e, perché questo accada, è necessario che ognuno sia messo nelle condizioni dipoter collaborare;sa che per tutte le persone (anche perlui!) cambiare è faticoso, è consapevole che serve tempo e pazienza perché vuol dire modificare i propri comportamenti e le proprie convinzioni; questo managersente di essere al servizio degli altri e, come un coach, ha l’obiettivo di motivare la propria squadra e di farla crescere per raggiungere gli obiettivi voluti


Il ruolo di discipline e modelli di sviluppo organizzativo

Il manager con questo mindset è anche una persona positiva che vede in ogni problema un’opportunità di miglioramento e che affronta i momenti difficili con il giusto entusiasmo. Con il suo lavoro testimonia quanto sia importante poter governare i problemi piuttosto che sentirsi travolto dalle difficoltà. Questo atteggiamento non è frutto di doti o predisposizioni naturali, ma è il risultato di competenze ‘soft’ che è possibile acquisire ed allenare con l’aiuto di discipline corrette e modelli di sviluppo organizzativo.

La psicologia positiva è una di queste discipline perché aiuta ad affrontare le avversità nel modo più corretto e costruttivo e a vedere il cambiamento come un’opportunità piuttosto che come una minaccia. I principi e lo stile esplicativo propri della psicologia positiva ispirano le logiche della leadership positiva che agisce sul clima aziendale, sulle relazioni interne e sulla comunicazione per creare un ambiente di lavoro sereno e quindi motivante.

Il modello di sviluppo organizzativo fa riferimento al coaching umanistico che, partendo dal riconoscimento delle potenzialità non espresse degli individui, definisce e realizza un percorso di allenamento e quindi di sviluppo per giungere all’auto-realizzazione e, quindi, ad un sentimento di benessere che coinvolge le persone sul posto di lavoro.


Leadership positiva e coaching umanistico, insieme alla caccia agli sprechi e alla riduzione della variabilità, faranno di te un vero manager-coach.

4 visualizzazioni

Post recenti

Mostra tutti

DevOps, NoOps, LEAN

[Pubblicato originalmente su "Il Caffè Digitale" Febbraio 2019] Cos'è esattamente il DevOps? Tre sono le dimensioni di fondo che possiamo individuare in questo concetto. La prima è l'automazione spint

ConnetBlog

Articoli, contenuti ed eventi del 

network Connet

 

ConNet

by WEPOWER SRL

Sede legale: Via Leone Tolstoi, 1

20146 - MILANO - Italia

PIVA: IT09462770968